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	<title>Blog Archives - Lost In Fashion</title>
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		<title>Viaggio nei Paesi Baschi: tappa #2 Cassis, Francia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvia Paoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Aug 2021 09:19:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Calanche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Cassis mi sono fermata principalmente perché pensavo fosse la patria del liquore che si mette nel Kir (apertivo a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/07/IMG_4385.jpg" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone" src="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/07/IMG_4385-768x1024.jpg" alt="Case di Cassis" width="269" height="359" /></a> <a href="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/07/IMG_4387.jpg" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img decoding="async" class="alignright" src="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/07/IMG_4387-768x1024.jpg" width="264" height="352" /></a></p>
<p>A Cassis mi sono fermata principalmente perché pensavo fosse la patria del liquore che si mette nel Kir (apertivo a base di vino bianco,  prosecco o champagne con creme de Cassis, capito il mio nesso?). Invece era giusto il nome del paese, ma<span class="Apple-converted-space"> </span>Cassis è la bacca da cui si ricava il liquirino. In verità avevo visto che era uno dei punti di accesso del parco delle Calanche, scogliere a picco sul mare che si possono visitare a piedi e in battello, a seconda della voglia e volevo andarci.</p>
<p>Dopo i miei 650 km, sono arrivata al parcheggio indicato dalla proprietaria dello studio che avevo scelto come alloggio, dove ho lasciato la gloriosa Panda per andare a ritirare le chiavi prima di spostarmi armi e bagagli nei vicoletti dove avevo preso casa.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Ritirate le chiavi, ho cercato l’ariosa Rue Bonaparte (una specie di carrugio) e traslato i bagagli al primo piano in quello che più che uno studio sembrava una cantina: l&#8217;edificio vecchiotto, le scale buie, un monolocale molto basic ma sicuramente in una zona pittoresca.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><a href="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/07/IMG_4397.jpg" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img decoding="async" class="alignnone" src="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/07/IMG_4397-768x1024.jpg" alt="Rue Bonaparte" width="252" height="336" /></a><a href="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/07/IMG_4392.jpg" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright" src="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/07/IMG_4392-768x1024.jpg" width="252" height="336" /></a></p>
<p>Viaggiare da sola ha enormi vantaggi (non devi discutere o molto peggio mostrarti d’accordo su ogni dettaglio del viaggio) ma ha anche i suoi problemi: dopo aver consumato una birretta sul porticciolo a 4,5 euro (un filo esosi), ho deciso di mangiare a casa e sentirmi molto francese, quindi baguette e formaggio di capra il cui odore suppongo sia arrivato tranquillamente ai Pirenei. E prosecco, regalatomi al compleanno e caricato sulla Panda.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Cena luculliana, seguita da un momento <em>thriller</em> quando si è bloccata la maniglia della porta del bagno. Ho provato in ogni modo a aprirla (nota: va girata verso l’alto e non, come al solito, verso il basso, i francesi, vabbè…) e quindi alle 10, dopo aver fatto la pace con me stessa e ammesso che non volevo fare pipì nella bottiglia dell’acqua, ho chiamato 35 volte la padrona di casa finché non ha risposto e il marito, con trapano e attrezzi vari, è accorso in mio soccorso. Alle 10:40 la porta del bagno era aperta (&#8220;<em>Un consiglio, madame: non la chiuda</em>&#8220;. Eh grazie, ci ero arrivata anche io). Ma il thriller non era che all&#8217;inizio. Alle due, svegliatami per andare in bagno, la porta era…aperta ma c’erano anche delle belle piattoline…uscite nottetempo per farmi una sorpresa. Non sono rimasta con le mani in mano…ma neanche loro con le zampe in zampa. Si sono rintanate dove non riuscivo a beccarle. Tornata in camera, presa dalla fobia, ho chiuso i bagagli e sigillato ogni cosa. “Devo stare calma” dicevo, &#8220;calma&#8221;. Ma allo sbucare di una terza piattola, la furia si è impossesseta di me e l’ho…eliminata. Con nessuna altra in vista, e l’antico proposito di rimanere calma, mi sono stesa sul letto e ho chiuso gli occhi. La calma era tale che vedevo solo maree di piattole arrivare ovunque, salire sul letto e non vi dico altro.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Al che ho trovato un rimedio infallibile contro le piattole: un bel sonnifero. 20 gocce al giorno tolgono le piattole di torno.<span class="Apple-converted-space"> Un sonno profondo e senza insetti. </span></p>
<p><a href="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/07/IMG_4407.jpg" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright" src="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/07/IMG_4407-768x1024.jpg" width="264" height="352" /> </a><a href="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/07/IMG_4403.jpg" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone" src="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/07/IMG_4403-768x1024.jpg" width="289" height="385" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La mattina dopo di scarafaggi neanche l’ombra. Dopo la colazione presso una brasserie dove ti portano un croissant e pane e marmellata (comunque se volevo pane e marmellata la colazione la facevo a casa, i Francesi, vabbé, 2), mi sono avviata per un percorso non segnalato benissimo per la visita di una calanca lì vicina, Port Miou, arrivando prima a un fiordo lungo 1500 metri, in cui rimane un rudere della Solvay che anche qui (e anche a casa mia) estraeva pietra per la soda, e sono oggi ormeggiata tutto l’anno 500 barche sopra uno specchio di acqua verde e trasparente.<span class="Apple-converted-space">  </span>Consiglio abbigliamento easy, scarpe da trekking o camminata, crema solare a palate, cappello e calma. Nonostante il caldo, la presenza dei pini di Aleppo (che crescono in un metro quadrato di terra e dunque anche sulla roccia) donano refrigerio e di solito c’è ventilazione.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><a href="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/07/IMG_4412.jpg" data-rel="lightbox-image-6" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone alignleft" src="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/07/IMG_4412-768x1024.jpg" width="305" height="406" /></a></p>
<p>Dalla punta di una delle prime insenature che ho raggiunto si scendeva a una piana (sempre di pietra) dove c’è una spiaggia (una roccia) naturista. Ho proseguito oltre e dopo altre due orette di cammino sono arrivata a una piccola baia con piccola spiaggia di sassi dove mi sono fermata. C’erano già diverse persone e tutte, tutte, con la baguette e il prosciutto perché qui non si scherza: pic nic is <em>everything</em>. C’era una coppia, matura, che già mi pareva carina quando si faceva le foto appoggiata a una roccia sotto un pino, poi, al momento della baguette, i due si sono trasformati nel ritratto dell’amore. Miracoli del pane, del pic nic, delle calanque e del sole a picco.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fedele al motto “quando mi ricapita” ho fatto il bagno anche se l’acqua era freddina, impiegando il mio usuale tempo di 45 minuti per tuffarmi e soffrendo a ogni cm come solo la nazionale italiana agli Europei. Valeva la pena.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><strong><span class="Apple-converted-space"><a href="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/07/IMG_4431.jpg" data-rel="lightbox-image-7" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone" src="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/07/IMG_4431-768x1024.jpg" width="293" height="391" /></a><a href="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/07/IMG_4429.jpg" data-rel="lightbox-image-8" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright" src="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/07/IMG_4429-768x1024.jpg" width="299" height="398" /></a></span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Verso le 2:30 con un sole che spaccava le pietre, sono rientrara per mangiare, salutare le piattole e pepararmi per la gita in battello, che raggiungeva altre insenture più lontane permettendomi di ammirarle dall’acqua, ribaltando il punto di vista. Navigare anche solo per una gita turistica è sempre meraviglioso, dall’opuscolo fornitomi dal personale di bordo ho imparato che: qui, Winston Churchill ha risieduto dipingendo la roccia che si chiama Cape Canaille; che dalle cave di roccia che abbiamo visto sono partiti blocchi che hanno fatto da base alla statua della Libertà; che a Cap Morgiu ci sono le mie casette favortite, le Cabanon, dove vorrei ritirarmi a bere Pastis; che le francesi invecchiano meglio di noi, almeno la signora coi capelli grigi, in top e calzoncini, che avevo davanti in barca era una bellezza tale che l’ho immortalata neanche fosse una Calanca pure lei. La gità durava (mi pare) un’ora e mezzo e arrivaa insenature dove i pinnacoli di roccia creano scenografie superbe. Sarebbero da esplorare con più tempo, arrivandoci a piedi e fermandosi ogni giorno in una.</p>
<p>Cena al ristorante Le Bonaparte (sotto casa, praticamente) consigliatomi da ben due locali, la ragazza che vendeva piccoli bijoux e abitini francesi e da cui ho comprato orecchini con (finto) corallo rosa e la padrona dello studio-topaia. Tavoli all&#8217;aperto nel vicolo, cena alle 7 (molto francese): cozze alla marinara (buone ma poco saporite), pesce del giorno con verdure, tarte tatin, e, dopo il vino della casa, un bicchierino di Cassis. Come fine di avventura, coerente.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>(la seconda notte non ho incrociato piattole, però mi è venuto uno sfogo sotto un&#8217;ascella che per tutto il viaggio ho creduto fosse fuoco di Sant&#8217;Antonio, sbagliandomi, fortunatamente)</p>
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		<title>Viaggio nei Paesi Baschi. #1 San Vincenzo-Cassis (in Panda)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvia Paoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jun 2021 12:18:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Silvia Paoli]]></category>
		<category><![CDATA[autoroute]]></category>
		<category><![CDATA[autostrade]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze 2021]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non viaggio per turismo. Lo considero fuori tempo massimo, abbiamo consumato tutto e le modalità del viaggio di massa mi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/06/San-Vincenzo-cassis.jpg" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img decoding="async" class="alignnone" src="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/06/San-Vincenzo-cassis-1024x1024.jpg" /></a>Non viaggio per turismo. Lo considero fuori tempo massimo, abbiamo consumato tutto e le modalità del viaggio di massa mi urtano. Viaggio se e quando la meta o la vita accendono<span class="Apple-converted-space">  </span>la necessità di esplorare o di evadere, non solo da luoghi fisici. Avevo bisogno di questo viaggio, di mettere migliaia di km tra me e quello che ho vissuto ultimamente, tra me e i miei pensieri, tra me e quello che vorrei fare da qui in avanti. A volte bisogna cambiare la prospettiva. Eppure non ho avuto voglia, negli ultimi anni &#8211; anche prima della pandemia, di spostarmi. Nessun posto mi attraeva emotivamente. Mi è servito qualche libro per desiderare di andare di persona da qualche parte. Letture e serie tv mi hanno suggerito, nel loro modo lento e indiretto, alcune mete ideali: i Paesi Baschi (Patria di Aramburu), il Dorset (Broadchurch), Lagos in Nigeria (ho letto diversi libri di scrittori nigeriani ultimamente, l’ultimo <i>Resta con me</i>, il romanzo d’esordio di Ayòbámi Adébáyò, bellissimo) e le Hawaii (e qui credo che il motivo principale siano i surfisti, nessuno è perfetto).<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Ho scelto i Paesi Baschi perché potevo andarci in macchina, una Panda milleetré che si è dimostrata un prodigio e ringrazio la Fiat per aver messo in produzione una sì forte e sicura macchinina. Ho scelto i Paesi Baschi perché il senso di spaccatura radicale suggerita dalla storie delle famiglie protagoniste del libro <i>Patria</i> assomigliava in qualche moda alla ferita che sto ancora cercando di guarire, dopo aver perso il mio migliore amico. Qualcosa di inesorabile, violento, amato, perduto. Da cui non si esce uguali.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Ecco le tappe del mio viaggio in solitaria: San Vincenzo- Cassis (Francia). Cassis-San Sebastian. San Sebastian-Saintes Maries de la Mer. Saintes Maries de la Mer- San Vincenzo.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Parte di questo viaggio l’ho passato sulla strada. Ed è da lì che comincerò.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><b>1a tappa: San Vincenzo &#8211; Cassis (Francia). Sulla strada</b></p>
<p>Sapete quell’espressione (che detesto, tanto per cominciare) che dice che il viaggio non è la destinazione ma il percorso? Io l’ho appena sperimentata passando 30 ore 30 sulla strada (un giorno e qualche ora), a bordo di una Fiat Panda grigio perla che è sfrecciata per ben 3000 km, andata e ritorno da San Vincenzo a San Sebastian &#8211; Paesi Baschi.</p>
<p>Un amico, prima della partenza, mi ha detto: Ma io tutte quelle ore solo in macchina mi annoierei.</p>
<p>E io, saputissima, ho risposto: Ma no, ascolterò dei Podcast.</p>
<p>Non ho ascoltato nessun podcast nei 620 km tra San Vincenzo e Cassis. Non ho nemmeno acceso la radio. Diciamo che i miei pensieri erano abbastanza impegnativi e tenevano una gran compagnia e poi dovevo seguire il navigatore. La cosa buona è che Autostrade per l’Italia ti viene incontro fornendoti ogni tipo di intrattanimento: cambi di corsia, rallentamenti, code, restringimenti di carreggiata, code per lavori, uomini su strada &#8211; tutti a tagliare le siepi, ma con questo caldo li fate schiantare &#8211; insomma tante attività e caroselli e luci e svolte che non ti concedono tregua: sei sempre a scalare marce e ripartire. Poi, arrivi in Francia. Lì i lavori li fanno con nonchalance. Ogni tanto c’è un cartello con scritto <i>Des Travaux</i> ma poca cosa. Passati da Mentone, vieni però assalito dal dubbio di aver trascurato per anni uno strumento fondamentale alla guida: il freno motore. “Usa il freno motore”, dice il cartello. E poi: utilisez votre frein moteur. E dopo un po’: usa il freno motore con l’immagine di un camion che fa scintille sotto la ruota.</p>
<p><a href="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/06/Schermata-2021-06-24-alle-14.10.52.png" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone" src="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/06/Schermata-2021-06-24-alle-14.10.52.png" width="454" height="313" /></a></p>
<p>Perché, ti domandi, perché io non uso il freno motore? Ovvero: perchè consumo le pasticche dei freni invece che scalare marcia e lasciare che sia quello a frenare tutto il veicolo?</p>
<p>Azzardo una risposta. Perchè noi abbiamo i ponti. Che ci tengono più o meno sulla stessa pendenza in autostrada, anche dove di su è giù ce ne sarebbero tantissimi. Su quelle francesi invece se non usi il freno motore, con quelle salite e discese le pasticche le fumi con tre weekend in Costa Azzurra. Quindi coscienziosamente, ho messo la quarta e usato il freno motore, assecondando i cartelli.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Ma poi, in autostrada in Francia non ti puoi annoiare. perché ogni 10 km…c’è la Gare peage (la stazione pedaggio). Mica come noi che entri in un posto e paghi quando esci. No, che banalità, vivacizziamo <i>l’autoroute</i>. Sicché ti fermi e paghi e poi ti rifermi e paghi? No, prendi il biglietto, poi ti rifermi metti il biglietto e paghi e poi ti rifermi e paghi e dopo un po’: riprendi il biglietto. Una cosa assolutamente assurda, ma devo dire funziona molto contro la noia. Ho notato (anche la mia carta di credito) che sotto la segnalazione periodica della stazione di pedaggio, è stato messo un cartello su fondo rosso: <b><i>Noveau!! Sans contact.</i></b> I francesi sono degli entusiasti: hanno annunciato la novità del pagamento contactless come un evento. Cioè: una sensazionale novità tutta da provare. Ci deve essere stata gente che, saputa la cosa, è partita apposta per pagare l’autostrada anche se non doveva andare da nessuna parte, solo per provare l’ebbrezza del sans contact (e comunque se non ce la stampi sopra al lettore, la sbarra non si alza, ma non voglio affrontare qui il tema del nome assurdo di questo metodo di pagamento).<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><a href="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/06/Schermata-2021-06-24-alle-14.11.51.png" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img decoding="async" class="alignnone" src="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/06/Schermata-2021-06-24-alle-14.11.51-1024x582.png" /></a></p>
<p>La prima tappa in autostrada come peraltro le altre tre hanno portato però alla scoperta di un enorme plus delle autostrade francesi: le aree di servizio. Con parcheggi ben divisi tra auto e tir, ombreggiate, fornire di tanti tavoli pic nic e con vista su boschi popolati di tavolini per mangiare in pace e socialmente distanti. Ci sono aree con solo parcheggi e servizi e altre come lo nostre col bar e il distributore di benzina, ma ci sono aree con anche “parchi archeologici” o “sentieri per trekking” s. Veramente uno in Francia parte solo per fare un giro in autostrada, pagare san contact e andare all’area di servizio. Che giusti.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><span class="Apple-converted-space"> Continua. </span></p>
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		<title>Trend 2021: tatuaggi temporanei sulle dita</title>
		<link>https://www.lostinfashion.it/trend-2021-tatuaggi-temporanei-sulle-dita/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=trend-2021-tatuaggi-temporanei-sulle-dita</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvia Paoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 May 2021 14:15:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Inkbox]]></category>
		<category><![CDATA[tattoo]]></category>
		<category><![CDATA[Tatuaggi mani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; Ho visto i tatuaggi di Inkbox su Instagram. Sono tattoo temporanei (loro dicono semi-permanenti) che durano circa 10 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/05/Copia-di-HO-PROVATO-nuovi-colori-2.jpg" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter" src="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/05/Copia-di-HO-PROVATO-nuovi-colori-2-1024x1024.jpg" width="558" height="558" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ho visto i tatuaggi di <a href="https://inkbox.com">Inkbox</a> su Instagram. Sono tattoo temporanei (loro dicono semi-permanenti) che durano circa 10 giorni ma sembrano, almeno nella prima settimana, assolutamente frutto di ago e inchiostro. Il marchio è stato fondato nel 2015 da due fratelli canadesi, Tyler and Braden Handley, oggi milionari, che spediscono la possibilità di accedere alla body art (questo è il tatuaggio) da casa propria a milioni di persone. La differenza sta, oltre che nello stile (veramente contemporaneo, prova ne è la collaborazione con giovani artisti) nel risultato: non disegni stile trasferelli da bambini, ma tratti che replicano in modo impeccabile quelli dei tatuaggi fatti in studio (ma, altro benefit, senza dolore). Volevo provare, non tanto per convertirmi poi al permanente ma come forma di decoro, al posto di un accessorio o un anellino. Ne ho ordinati una decina, ma vi assicuro che tutti i disegni dei tatuaggi più piccoli &#8211; potete posizionarli dove volete &#8211; erano bellissimi: lettere, cuori, api, gigli fiorentini, tazzine di caffè fumanti, segni zodiacali, mostri di space invaders, scritte. Alla fine il mio bottino era di 9 tattoo per un totale di 48 euro (anche perché se aggiungi dei pezzi ti scontano o regalano un altro tatuaggio e uno tira l&#8217;altro, come le ciliegie). La buona notizia è che ci hanno messo circa 5 giorni ad arrivare dal Canada (l&#8217;azienda è di Toronto), la cattiva è che il messaggio ricevuto sul telefono mi avvertiva che c&#8217;erano 26 euro di spese di dogana da aggiungere. Ma si può essere tanto idioti? Potevo comprarne il doppio, almeno ammortizzavo. Arrivano in una busta di carta con banda gialla, ogni tatuaggio in una bustina di plastica rigida singola e con una salvietta primer con cui detergere la parte dove volete applicarlo. Nelle prime ore il disegno è blu ma in 24 ore diventa nero e dà il meglio di sé.</p>
<h3>Consigli:</h3>
<p>Meglio abbondare: due, tre per mano. L&#8217;effetto, se scegliete bene i disegni, è bellissimo. Per me l&#8217;ideale è senza manicure, o comunque naturale. Ma le foto che vedrete su web o su Instagram sono anche di mani con unghie con disegni e gel e stanno bene comunque.</p>
<p>Evitate, una volta applicato, di usare troppo l&#8217;acqua o i disinfettanti per le mani perché ovviamente vanno a scolorire il disegno. Che però non sbiadisce in malo modo ma piuttosto scompare. La mia esperienza è che se dovete fare pulizie di casa o, tipo me, affrontare i vetri dopo una libecciata è meglio rimandare o indossare sempre guanti di lattice. Che però se hanno talco costringono a lavarsi le mani e siamo punti e a capo. La prima applicazione è durata 10 giorni, la seconda &#8211; a forza di disinfettanti e acqua, solo 5.</p>
<h3>Il mio voto: 10</h3>
<p>Mi sono piaciuti tantissimo (a parte le tasse doganali).</p>
<h2></h2>
<h2>Come applicarli e goderseli in 6 step</h2>
<p><a href="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/05/1.jpg" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone" src="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/05/1-1024x1024.jpg" width="490" height="490" /></a></p>
<p><a href="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/05/2.jpg" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone" src="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/05/2-1024x1024.jpg" width="529" height="529" /></a> <a href="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/05/3.jpg" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone" src="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/05/3-1024x1024.jpg" width="565" height="565" /></a> <a href="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/05/4.jpg" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone" src="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/05/4-1024x1024.jpg" width="551" height="551" /></a></p>
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		<title>Baby Vittoria: l&#8217;intervista impossibile&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvia Paoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Apr 2021 11:27:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Humor]]></category>
		<category><![CDATA[Silvia Paoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questa intervista impossibile &#8211; primo perché la bimba non parla e poi perché per me è inaccessibile tipo il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/04/Copia-di-LICONOCLASTA-2-1.jpg" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img decoding="async" class="alignnone" src="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/04/Copia-di-LICONOCLASTA-2-1-1024x1024.jpg" /></a>In questa intervista impossibile &#8211; primo perché la bimba non parla e poi perché per me è inaccessibile tipo il vaccino per la nonna di Fedez, Baby Vittoria Lucia Ferragni risponde a tutte le mie domande serie e più che altro facete.</p>
<p>Le sue scelte, i suoi affetti e la sua professione da grande in 10 meme da me ideati e confezionati.</p>
<p>A voi!</p>
<p>Silvia Paoli, editor and meme creator</p>
<p><a href="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/04/1-1.jpg" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img decoding="async" class="alignnone" src="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/04/1-1-1024x1024.jpg" /></a> <a href="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/04/2-1.jpg" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img decoding="async" class="alignnone" src="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/04/2-1-1024x1024.jpg" /></a> <a href="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/04/3-1.jpg" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img decoding="async" class="alignnone" src="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/04/3-1-1024x1024.jpg" /></a> <a href="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/04/4-1.jpg" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img decoding="async" class="alignnone" src="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/04/4-1-1024x1024.jpg" /></a> <a href="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/04/5.jpg" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img decoding="async" class="alignnone" src="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/04/5-1024x1024.jpg" /></a> <a href="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/04/6.jpg" data-rel="lightbox-image-6" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img decoding="async" class="alignnone" src="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/04/6-1024x1024.jpg" /></a> <a href="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/04/7.jpg" data-rel="lightbox-image-7" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img decoding="async" class="alignnone" src="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/04/7-1024x1024.jpg" /></a> <a href="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/04/8.jpg" data-rel="lightbox-image-8" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img decoding="async" class="alignnone" src="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/04/8-1024x1024.jpg" /></a> <a href="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/04/9.jpg" data-rel="lightbox-image-9" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img decoding="async" class="alignnone" src="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/04/9-1024x1024.jpg" /></a> <a href="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/04/10.jpg" data-rel="lightbox-image-10" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img decoding="async" class="alignnone" src="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/04/10-1024x1024.jpg" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Tendenza colori: acromatico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvia Paoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Apr 2021 05:38:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Silvia Paoli]]></category>
		<category><![CDATA[acromatico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Il colore tendenza è l&#8217;acromatico. Dopo aver imperversato la zona rossa, arancione o gialla, è l&#8217;acromatico, ovvero il trasparente, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Il colore tendenza è l&#8217;acromatico. Dopo aver imperversato la zona rossa, arancione o gialla, è l&#8217;acromatico, ovvero il trasparente, il rivelatore di una nuova sensibilità. Il perché è chiaro anche&#8230;ai bambini.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<div style="width: 525px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-12-alle-19.56.43.png" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-12-alle-19.56.43.png" alt="The Pigment Tokyo" width="515" height="510" /></a><p class="wp-caption-text">Parete di pigmenti al The Pigment Tokyo. @thepigment_tokyo</p></div>
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<div style="width: 483px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-12-alle-19.52.43.png" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-12-alle-19.52.43.png" alt="" width="473" height="288" /></a><p class="wp-caption-text">Frutta colorata ma nella trasparenza del vetro di Devon Made Glass Fruit</p></div>
<p>Come saggiamente ha detto la mia vicina di casa ( 5 anni) assurta con una frase a massima esperta del marketing mondiale: “Voglio la zona trasparente”. Lei si riferisce a questa tiritera delle zone-rischio che ha, a ben vedere, cambiato la nostra percezioni dei colori (oltre ad aver rotto). Ma, oltre a questa dimensione, gli esperti occulti della vendita sanno che la trasparenza è un desiderio profondo: vedere attraverso le cose, arrivare<span class="Apple-converted-space"> a</span>i contenuti, scorgere il vero e non il verosimile. Ma andiamo per ordine.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>C’era una volta il rosso che era amore, passione e sesso. Anche pericolo, allerta, allarme ma le due cose non si escludevano l’un l’altra. <i>Love is a losing game</i>, qualcosa si perde sempre, sia che si punti sul rosso sia sul nero. Rosso era anche il colore della velocità, della Ferrari e di conseguenza del rischio come ben si imparava al <i>Triage</i> (o smistamento, come vuole la Crusca che però ha accettato petaloso, vabbé lasciamo stare).</p>
<p><strong>Oggi rosso è il colore della reclusione.</strong> Se diciamo Toscana-regione rossa nessuno pensa più al comunismo o alle mappe della politica, ma all’autocertificazione e ai negozi chiusi.<span class="Apple-converted-space">  </span>In un anno è cambiata la nostra associazione automatica di un colore a un significato.</p>
<p><strong>E il giallo?</strong> Oltre al colore del semaforo (che poi, diciamolo, è arancione, perché dicono giallo??), il giallo era per noi italiani il colore dei romanzi polizieschi, e dei casi irrisolti, ora è invece simbolo della massima libertà di fare e mangiare fuori (dovrebbero inserire quest’ultima nei diritti inviolabili dell’uomo). L’arancione non è più colore spirituale ma quello della &#8220;via di mezzo&#8221; temporale, nel senso che da lì a poco o si ridiventa gialli o si ridiventa rossi. La domanda sorge spontanea: ma perché non hanno inserito la zona verde? Col verde si passa, era chiaro a tutti, invece no col giallo l’attenzione spetta a te e se ti distrai, prendi una tranvata. E poi, come un fulmine a ciel sereno, la zona bianca. La sardegna felix che dal tutto aperto è precipitata nel tutto chiuso.</p>
<div style="width: 595px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-13-alle-07.15.25.png" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/04/Schermata-2021-04-13-alle-07.15.25-1024x675.png" alt="Frutta di vetro orr" width="585" height="386" /></a><p class="wp-caption-text">Frutta di vetro ottenuta con la tecnica della colata di vetro, creata da Devon Made Glass Fruit, artista neozelandese.</p></div>
<p>&nbsp;</p>
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<p><strong>E qui arriva Novella: “</strong>Meglio di tutto è la zona trasparente”. Immediatamente ho collegato al webinar di Peclers Paris, agenzia di trend forecasting parigina, sulle tendenze del packaging. l&#8217;involucro spesso responsabile di una seduzione più forte del prodotto stesso nel percorso di acquisto. L&#8217;acromatico, nel senso di un bianco opalescente, quasi brinato, che si sposa a un senso di fragilità aumentata, di una nuova tenerezza digitale, è una delle tendenze per i contenitori di ogni sorta. Ammetto: seguo questi corsi solo per rubare questi accostamenti di parole, bizzarri ma che si dimostrano sempre tanto veri. Tanto è che una bambina sa trasparente è meglio. Si vede tutto o si va dappertutto. Almeno nel packaging.</p>
<p><a href="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/04/DSC_0557.jpg" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img decoding="async" class="alignnone" src="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2021/04/DSC_0557-683x1024.jpg" alt="Banane rosa e celeste" /></a></p>
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		<item>
		<title>Gli insopportabili: la Cancel Culture</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvia Paoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Nov 2020 11:46:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[cancel culture e ironia]]></category>
		<category><![CDATA[costume]]></category>
		<category><![CDATA[humor]]></category>
		<category><![CDATA[ironica]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La cancel culture, qui da me interpretata come azione di rimozione di cose attualmente intollerabili, è una contaddizione in termini: [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><i><a href="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2020/11/Copia-di-LES-INSUPPORTABLES.jpg" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img decoding="async" class="alignnone" src="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2020/11/Copia-di-LES-INSUPPORTABLES-1024x1024.jpg" /></a></i></p>
<p><i>La cancel culture, qui da me interpretata come azione di rimozione di cose attualmente intollerabili, è una contaddizione in termini: cultura della cancellazione. Come possono star vicine queste due parole?</i></p>
<p><i>In breve si tratta della pratica di cancellare quanto la sensibilità attuale (che è al limite del parossismo, non si può dire niente, fare ironia, e se una è donna perché è donna, e se uno è basso perché è basso, noi Toscani presto saremo cancellati dalla faccia della terra) trova irriverente, offensivo di minoranze, politicamente scorretto e si potrebbe &#8211; potenzialmente &#8211; estendere a ogni cosa. Noi qui a Livorno si potrebbe ad esempio chiedere la cancellazione di Pisa dalle cartine geografiche, che è vituperio de le genti da secoli (devo scrivere a quelli del Vernacoliere per lanciare la petizione). A parte gli scherzi, io non la sopporto, perché la trovo di un moralismo irritante e appiattente. Specie se se la prende con opere di ingegno che sono storicamente collocate, tipo Via col Vento. Miz Rozella, Miz Rozella. Ok, dipinge un quadro dove i neri sono schiavi e caricaturali. Ma quella era la reale situazione di metà 800 negli Usa. Vogliamo cancellare? Rinunciare a sentirci dire e dire noi stesse: Domani è un altro giorno? No. Ad ogni modo, HBO, per “riabilitare” il film ha pensato di farlo precedere da una spiega del contesto storico. Ah, quindi siamo tutti idioti che non capiamo il contesto storico? Dobbiamo essere imboccati? Non so ma la soluzione della spiega mi pare quasi peggio della rimozione.<span class="Apple-converted-space"> </span></i></p>
<p><i>Quando in un film devono rappresentare un mafioso italiano (ma anche un non mafioso), usano un italiano che quasi nessun italiano capisce. È caricato, spinto, quasi ridicolo: mi sento offesa? No.</i></p>
<p><i>Inoltre il soggetto gesticola con le mani come se l’avesse morso una tarantola (mi scuso con la tarantola). Qualcuno di noi gesticola ancora così? Sì e no. Io no. Mi sento offesa? No, però penso: si potrebbero pure aggiornare.<span class="Apple-converted-space"> </span></i></p>
<p><i>Tutto questo per dire che cancellare opere dell’ingegno, anche nate in tempi infausti, è per me assurdo, un fenomeno di rimozione collettiva che ha lo scopo di rendere tutto ovattato da un diffuso e ipocrita perbenismo. La storia non si emenda. E forse è bene sapere che cosa è stato fatto, da chi, in che condizioni. Senza che ci mettano una slide di presentazione, ma perché siamo consapevoli e capaci di valutare quanto salvare e quanto “condannare” anche in una stessa opera, senza cancellarla e basta, e non avere occasione di esercitare il proprio senso critico, non esclusivamente in senso distruttivo.</i></p>
<p><i>C’è una finissima espressione labronica che recita: E c’hai na bella ghign’a culo (hai una bella faccia come il.)… Il culo ha già inviato istanza di cancellazione, per uso improprio della propria funzione. Attendiamo fiduciosi che sia respinta. </i></p>
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                            />	</item>
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		<title>Cronache di povere amanti: 30 anni (di differenza) e non sentirli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvia Paoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2020 14:41:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Silvia Paoli]]></category>
		<category><![CDATA[amanti]]></category>
		<category><![CDATA[amori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>3o anni e non sentirli. 30 anni di differenza. L&#8217;amante è come il guardaroba contemporaneo: no season. Neanche la Fornero riuscirebbe [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2020/09/Copia-di-CRONACHE-DI-POVERE-AMANTI-OK.jpg" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img decoding="async" class="alignnone" src="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2020/09/Copia-di-CRONACHE-DI-POVERE-AMANTI-OK-1024x1024.jpg" /></a>3o anni e non sentirli. 30 anni di differenza. L&#8217;amante è come il guardaroba contemporaneo: <em>no season. </em>Neanche la Fornero riuscirebbe a tenere in attività le persone ben oltre il limite della pensione. L&#8217;amante invece non si mette a riposo, specialmente l&#8217;uomo.</p>
<p>Barbara del suo ex amante potrebbe essere la figlia. «Un uomo pieno di fascino, colto, intelligente, seduttore incallito. Sposato, con la stessa donna, da sempre». Ha sedotto anche lei, che da quella intelligenza e dei messaggi insistenti di lui, è stata travolta. «Ho perso la testa. Mi scriveva: ti amo, raggiungimi, quando ci vediamo. Mi ha scombussolata. Io ero impegnata, ma la mia relazione era già al capolinea».</p>
<p>La storia va avanti per qualche mese. «Io cercavo di razionalizzare, di edulcorare. Ma ero anche gelosissima, avevo anche la gelosia retroattiva, per persone del passato che immaginavo fossero state coinvolte come me dal suo modo di fare. Mi dicevo: però è vecchio, però ho sposato. È strano, ho realizzato, col tempo che tendiamo a guardare l&#8217;altro. A cosa sentiamo noi».</p>
<p>3o anni e non sentirli. Di differenza. L&#8217;amante è ormai come il guardaroba: <em>no season. </em>Neanche la Fornero riuscirebbe a tenere in attività le persone ben oltre l&#8217;età della pensione. L&#8217;amante invece non si mette a riposo, specialmente l&#8217;uomo.</p>
<p>Barbara del suo ex amante potrebbe essere la figlia. «Un uomo pieno di fascino, colto, intelligente, seduttore incallito. Sposato, con la stessa donna, da sempre. Lei? Sa, per forza, lui ha avuto troppe storie, impossibile che non gli siano arrivate voci». Ha sedotto anche lei, che da quella intelligenza e dei messaggi insistenti di lui, è stata travolta. «Ho perso la testa. Mi scriveva: ti amo, ti voglio, raggiungimi, quando ci vediamo. Mi ha scombussolata. Io ero impegnata, ma la mia relazione era già al capolinea».</p>
<p>La storia va avanti per qualche mese. «Io cercavo di razionalizzare, di edulcorare. Ma ero anche gelosissima, avevo anche la gelosia retroattiva, per persone del passato che immaginavo fossero state coinvolte come me dal suo modo di fare. Ho realizzato che noi donne tendiamo a pensare all&#8217;altro (lui è sposato, lui non è libero) e meno a chiederci: io cosa voglio? Cosa cerco? Si rimane un po&#8217; intrappolate dai messaggi, mattina e sera, dal sentirsi volute, poi diventa un&#8217;ossessione. Io, dopo mesi, adesso ho smesso di vedere se è online, ci passo sopra. Però dalle storie così si esce sempre un po&#8217; con le ossa rotte».</p>
<p>Barbara ha in mano anche una semplice verità che vi fornisco, così se volete un parametro da utilizzare prontamente. «<strong>Se le cose non cambiano dopo sei mesi, non cambieranno mai. Il tempo per capire se vuoi rivoluzionare la tua vita</strong>». Se la trascini senza cambiare, inizi a barcamenarti, a diventare tu una stalker o lui un meschino, oppure vivi in sala d&#8217;attesa, per un treno che non passerà mai. Mi scrive ancora, la prendo meno di petto adesso. Ma per ora non ho un altro a cui pensare, e questo mi rende più indulgente a stare a ascoltare. E sono convinta: fosse stato un coetaneo forse non mi avrebbe fatto sentire così, come quando l&#8217;ho visto la prima volta e mi ha subito voluto».</p>
<p>L&#8217;età non conta. O forse sì.</p>
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		<title>Il mio nuovo libro: Le cose che facciamo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvia Paoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2020 14:22:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Silvia Paoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Durante il lockdown, andando su e giù per la spiaggia di San Vincenzo, facendo 200 metri avanti e indietro, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2020/06/Launching-June-2020-8.jpg" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img decoding="async" class="alignnone" src="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2020/06/Launching-June-2020-8-1024x1024.jpg" alt="Le cose che facciamo" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Durante il lockdown, andando su e giù per la spiaggia di San Vincenzo, facendo 200 metri avanti e indietro, perché questo mi aveva intimato il vigile urbano, ascoltavo contrita “Delitto e Castigo”, sentendomi leggermente oppressa dal delirio del protagonista. Tolte le cuffie, mi passavano per la testa domande che sicuramente avranno crucciato anche la mente di Pulcherija Aleksandrovna Raskol’nikova, ovvero:<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<ul>
<li>perché continuo a screenshottare le conversazioni su Whatsapp?</li>
<li>come funzionano le App per appuntamenti?</li>
<li>le amanti come se la passano? A loro chi ci pensa?</li>
</ul>
<p>E ancora:<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<ul>
<li>che cosa facciamo quando vogliamo stare bene?</li>
<li>quanto costa il corso di “pancia piatta”?</li>
</ul>
<p>Alla fine, avevo stilato una lista di 10 argomenti che sono diventati dieci capitoli di un piccolo manuale teorico-pratico sulla vita delle “ragazze grandi”, come io indico una vasta fascia di età che abbraccia dai 35 in su (senza limiti).<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>E così è nato il piccolo libro <a href="https://www.amazon.it/dp/B08BF75GCH">“Le cose che facciamo”</a> che trovate per adesso in formato e-book su <a href="https://www.amazon.it/dp/B08BF75GCH">Amazon</a> e presto sarà disponibile anche in formato cartaceo. Un resoconto ironico di tutte le cose “nobili e cialtrone” che facciamo, come dice Paola Jacobbi nella prefazione. Cose di cui, consiglio, di ridere, perché si può ridere di tutto, anche della ricerca del principe inesistente, di andare da un’analista “Sciroccata” e di parlare una nuova lingua, quale? Dovete leggerlo! E mi perdoni Dostoevskij se sono più le cose cialtrone di quelle nobili, ma è un po&#8217; anche colpa sua.</p>
<p>Lo trovate a questo link: <a href="https://www.amazon.it/dp/B08BF75GCH">https://www.amazon.it/dp/B08BF75GCH</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Spero che vi piaccia. Fatemi sapere!</p>
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		<title>In aperitivo veritas o anche delle amicizie vere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvia Paoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2020 11:01:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il paradiso non è un luogo, è un orario. Diciamo &#8211; per starci dentro &#8211; le 18.45, quando, succeda quel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2020/04/stop-the-gloper-favore.-3.jpg" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img decoding="async" class="alignnone" src="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2020/04/stop-the-gloper-favore.-3-1024x1024.jpg" alt="Calice di vino" /></a></p>
<p>Il paradiso non è un luogo, è un orario. Diciamo &#8211; per starci dentro &#8211; le 18.45, quando, succeda quel che succeda, puoi dire: si va?</p>
<p>Oggi l’aperitivo, benché di chiara derivazione meneghina, dove si parte dalle 6:30 (anche alle 5 per i puristi) e la gente arriva a ondate &#8211; un po’ come richiesto dai decreti ministeriali della fase 2 &#8211; soprattutto perché gli impegni di lavoro, fondamentali o di network, si spalmano sull’intera giornata che a Milano dura mediamente 42 ore, insomma anche se è nato e cresciuto lì, è ormai l’appuntamento<span class="Apple-converted-space">  </span>di tutta Italia. Ma anche nel mondo. Una volta, a New Delhi, ho fatto un aperitivo in un bar di un emporio alla moda in cui avevo scoperto uno champagne locale, il Sula. E cosi mi sedevo al tavolo e chiedevo: <b>ci porta un Sula? </b>Vi giuro, se lo ritrovo da qualche parte, lo prendo a martellate però li, ben freddo, andava più che bene.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Bisogna ben valutare chi si ha davanti: la tipa da calice o da bottiglia. Serve per il computo del tempo e dei soldi che spenderete al momento di lasciare il locale per altre destinazioni. La prima volta (ci sono molte prime volte a Milano per l’aperitivo, l’amica di danza, la collega di un nuovo progetto, l&#8217;amica di amiche) è fondamentale per capire se l’amicizia decollerà</p>
<p>Per mia inclinazione personale, rivedendo un noto brocardo maschile riferito al seno (sotto la terza non è amore), posso sostenere che sotto la bottiglia non è vera amicizia. Perché mi scatta il sospetto che ci sia un pregiudizio o anche dell’ipocrisia nella controparte se ordina un flute striminzito e a me viene anche quel tipico prurito alle mani nei confronti di una coetanea (non una bambina) che magari fa scalate di montagne, viaggi in solitaria o ne ha passate di ogni nella vita e con mezzo bicchiere davanti dice: <em>mi gira già la testa</em>. No, ma tu hai dei problemi! Tu a casa ti devi allenare, bere tre bicchieri di fila per una settimana e, dopo questo training, tornare a uscire come una persona normale.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Le peggiori sono quelle che, al momento di chiedere da bere: <strong>a</strong>. oggi, giusto oggi, mica ieri, hanno la gastrite; <strong>b</strong>. stanno prendendo l’antibiotico; <strong>c</strong>. hanno la gastrite e stanno prendendo l’antibiotico. <strong>d</strong>. sono passate ma hanno una linea di febbre. <strong>e</strong>. e comunque ti volevano vedere (ma mi attacchi la febbre, ma sei fuori); <strong>f</strong>. dopo devono andare a yoga (sic). <strong>g</strong>. dopo hanno una cena e se inzio a bere ora (ma allora dillo). <strong>h</strong>. sono già state a un aperitivo prima (ma quando? alle 3 e un quarto che sono le 6?).<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Ecco di fronte a queste reazioni al limite dell’interdizione da pubblici locali, io di solito ordino un calice e mentre il ghiaccio della loro spremuta si assottiglia, un ghiaccio che è evidentemente fatto di blocchetti di porfido perché non si scioglie mai e continuano a succhiarlo come sanguisughe, annoto mentalmente: sarà raro rivedersi da sole, devo portarmi uno sparring partner. Il Paradiso non è una zona disco.</p>
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		<title>Bella mì Livorno e le sue richieste di consegne a domicilio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvia Paoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2020 14:15:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Silvia Paoli]]></category>
		<category><![CDATA[carattere livornese]]></category>
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		<category><![CDATA[labronici]]></category>
		<category><![CDATA[Livorno]]></category>
		<category><![CDATA[Livorno Delivery]]></category>
		<category><![CDATA[quarantena]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ricevo i post di un gruppo di Facebook che si chiama Livorno Delivery, nato &#8211; immagino &#8211; dal bisogno che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2020/04/Schermata-2020-04-06-alle-16.05.42.png" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img decoding="async" class="alignnone" src="https://www.lostinfashion.it/wp-content/uploads/2020/04/Schermata-2020-04-06-alle-16.05.42-1024x940.png" alt="Terrazza mascagni" /></a></p>
<p>Ricevo i post di un gruppo di Facebook che si chiama Livorno Delivery, nato &#8211; immagino &#8211; dal bisogno che aguzza l’ingegno e dunque dalla necessità per ristoratori e venditori al dettaglio di rimanere attivi, sebbene chiusi al pubblico. La strategia? Consegnare a casa, di tutto: dai gerani alle torte, dalla normale spesa a ogni diavoleria vi venga in mente. Dallo spillo all’elefante, un po’ come il motto di Harrod’s.</p>
<p>Oltre alle offerte dei singoli commercianti (ah, quel pollo arrosto, se non abitassi a 79 km!), al gruppo si può chiedere quello che “serve” e chi è informato fornisce quale negozio o supermercato può consegnare. Segue ordine, consegna e serenità. Ora i bisogni sono i più disparati, con una prevalenza di richieste delle uova pasquali più di tendenza per i bambini che, apprendo, essere quelle <b>1. “Te contro me”</b> (eh sì, succede anche questo), seguite dal <b>2. Pasqualone di Bing </b>(ho dovuto cercare, è un maxi uovo di pura plastica ma con sorprese irresistibili), e dalle <b>3. Uova Kinder Mario Kart.<span class="Apple-converted-space"> </span></b></p>
<p>Poi si scatena la fantasia labronica: qualcuno che venda e consegni pentole, padelle, anche per fuochi a induzione? Ma le uova bianche (di gallina)?<span class="Apple-converted-space">  </span>A me si è bloccata l’antenna e non vedo la televisione, proprio ora!! Agli zoppi pedate negli stinchi.</p>
<p>C’è tutta una città in queste richieste, uno spirito che io stessa faccio fatica a descrivere: altruista e schietto, privo di ogni retorica. Eppure sensibile, capace di consegnare spese “sospese” a tante famiglie bisognose,  le cartucce per stampanti al ragazzo che deve finire la tesi di laurea o l’elastico alto 1 cm (preferibilmente nero) a qualche signora che forse passa il tempo a cucire e anche materiale sportivo a Massimiliano Allegri. Vedo tanto bene nel momento del male e ho un unico pensiero fisso: teniamocelo stretto, per dopo.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>ps ovviamente le richieste sono libere ma le consegne seguono le direttive di legge.</p>
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